La storia di Giovanni Carlucci, Presidente Regionale UNSIC Emilia-Romagna
Giovanni Carlucci, Presidente Regionale UNSIC per l’Emilia-Romagna, racconta in questa intervista il percorso che lo ha portato a guidare una delle realtà più attive dell’Unione Nazionale Sindacale Imprese e Consumatori. Originario di Matera e trasferitosi al nord a 13 anni, Carlucci descrive un’infanzia divisa tra due Italie molto diverse tra loro, un’esperienza che ha segnato il suo modo di guardare al territorio e alle persone.
L’origine dell’impegno sindacale: la fila fatta per gli altri
Tutto nasce da un episodio preciso: a 18 anni, davanti alla questura, Carlucci vede decine di immigrati costretti a dormire per strada in attesa di presentare i documenti. Decide di offrirsi per fare la fila al posto loro, in cambio di un piccolo contributo economico. Da quell’intuizione nascono i primi studi di consulenza per immigrati a Sassuolo, Reggio Emilia, Modena e Bologna, e la scelta di approfondire il diritto dell’immigrazione fino a incontrare il mondo dei CAF (Centri di Assistenza Fiscale) e dei patronati.
Cosa fanno un CAF e un patronato: la spiegazione di Carlucci
Nell’intervista, Carlucci chiarisce la differenza tra i due enti: il CAF si occupa della parte fiscale del cittadino, come la dichiarazione dei redditi e la richiesta dell’ISEE, mentre il patronato è un ente sociale che offre assistenza previdenziale, sostegno al reddito e supporto in materia di immigrazione. Due servizi distinti ma complementari, pensati per accompagnare le persone nei momenti di maggiore bisogno.
L’incontro con UNSIC e con Domenico Mamone
Un momento centrale del racconto è l’incontro con Domenico Mamone, che ha dato a Carlucci la fiducia per aprire la prima sede UNSIC a Reggio Emilia. Da quella fiducia nasce un percorso di crescita che porta oggi l’Emilia-Romagna ad avere attivi tutti i servizi UNSIC sul territorio, e che culmina con l’ingresso dell’organizzazione nel CNEL, un traguardo che secondo Carlucci ha finalmente restituito rappresentatività al lavoro svolto in questi anni.
L’operazione di soccorso ai rifugiati ucraini
Tra le storie più significative raccontate, quella del salvataggio di circa 40 persone in fuga dalla guerra in Ucraina, portate a Reggio Emilia grazie a un progetto con Unipromos, assistite da personale medico e successivamente inserite anche in percorsi di formazione presso l’UNSIC Academy.
UNSIC Academy: la formazione degli operatori
Per garantire qualità e coerenza nei servizi, Carlucci ha creato l’UNSIC Academy, un percorso formativo teorico e pratico pensato per chi entra a far parte dell’organizzazione, dalla gestione dello sportello fino alla relazione con il cliente. Un modello che, secondo Carlucci, potrebbe essere replicato in altre regioni italiane.
Il rapporto con le imprese e i servizi alle aziende
Un capitolo importante dell’intervista riguarda il rapporto con il mondo imprenditoriale: dalla gestione delle paghe alla contabilità, dal ruolo di temporary manager alla consulenza per le piccole e medie imprese del territorio. Per Carlucci, lavorare con le aziende richiede innanzitutto fiducia e relazione diretta con l’imprenditore.
La visione per il futuro: servizi, formazione e innovazione digitale
Guardando avanti, Carlucci individua tre priorità per la crescita di UNSIC in Emilia-Romagna: i servizi alle imprese, la formazione e l’innovazione digitale, in un contesto in cui la digitalizzazione dei servizi al cittadino è destinata a crescere progressivamente.
Un’intervista che racconta valori come gratitudine, determinazione e attenzione alle persone come chiavi della crescita di UNSIC sul territorio dell’Emilia-Romagna.











