Un viaggio dentro il Piemonte, dentro l’Italia del lavoro e dentro il valore umano che sta alla base di Unsic. Nell’intervista realizzata per UNSIC TV, Giovanni Firera – responsabile Unsic Piemonte, giornalista, già dirigente INPS e figura storica del sindacato – racconta la sua esperienza professionale e umana, intrecciando memoria, territorio, impresa e visione sociale.
Ne emerge il ritratto di un uomo che ha attraversato quarant’anni di trasformazioni italiane mantenendo sempre al centro le persone. Dalla Sicilia al Piemonte, dall’INPS al sindacato, fino ai rapporti internazionali con Albania e Balcani, Firera offre una riflessione lucida sul presente e sul futuro del Paese.
L’incontro con Unsic e i fratelli Mammone
Firera racconta di aver incontrato Unsic circa otto anni fa, ma soprattutto di essere rimasto colpito immediatamente dall’umanità e dalla competenza dei fratelli Mammone.
“Ho incrociato una persona che mi ha colpito per la sua umanità e per la sua competenza: Salvatore Mammone. Poi ho conosciuto Domenico Mammone, che è un vulcano esplosivo, uno che non si ferma mai.”
Parole che descrivono non solo il rapporto personale nato negli anni, ma anche il modello organizzativo di Unsic, considerata oggi una delle realtà più importanti del panorama italiano nei servizi, nell’assistenza e nella rappresentanza.
Secondo Firera, il successo di Unsic nasce proprio dalla capacità di mettere al centro la persona e il territorio:
“L’attenzione che i vertici hanno verso l’organizzazione si trasferisce poi direttamente sul cittadino.”
Dal Sud a Torino: la storia di una generazione
Originario di Pachino, in provincia di Siracusa, Giovanni Firera rappresenta una generazione di italiani che ha lasciato il Sud per costruire il proprio futuro nel Nord industriale.
Un percorso che lo porta a Torino negli anni in cui la Fiat rappresentava il motore economico del Paese. Firera ricorda come il Piemonte sia diventato grande anche grazie ai meridionali arrivati da Sicilia, Calabria e Puglia.
“Tornino è diventata internazionale grazie alle persone che hanno lavorato per la grande fabbrica della Fiat.”
Ma oggi, spiega, il Piemonte vive una fase delicata. La crisi dell’automotive e il ridimensionamento del ruolo industriale storico impongono una trasformazione profonda.
“Il Piemonte deve rivitalizzarsi. Non può più vivere solo all’ombra della Fiat.”
Torino tra turismo, cinema e cultura
Accanto alla crisi industriale, Firera vede però grandi opportunità. Torino sta cambiando pelle e sta costruendo una nuova identità fondata su turismo, cultura e cinema.
Il dirigente Unsic sottolinea il ruolo strategico del Museo Nazionale del Cinema e della Torino Film Commission, che hanno trasformato il capoluogo piemontese in uno dei principali poli cinematografici italiani.
“Oggi Torino è diventata una vera città del cinema.”
Secondo Firera, il Piemonte deve investire sempre più sulle sue eccellenze territoriali: le Langhe, il vino, il tartufo, l’accoglienza e il paesaggio.
“Le Langhe sono il vero oro del Piemonte.”
Un modello di sviluppo alternativo che passa dalla valorizzazione dell’identità italiana e delle specificità locali.
L’esperienza all’INPS e il valore del servizio
Per quarant’anni Firera ha lavorato all’INPS, ricoprendo anche il ruolo di responsabile della comunicazione per quindici anni. Un’esperienza che considera fondamentale per comprendere davvero il rapporto tra istituzioni e cittadini.
“L’INPS entra nella vita di ogni persona dalla nascita fino alla morte.”
Firera sottolinea come dietro ogni pratica amministrativa ci siano storie umane e bisogni concreti. Ed è proprio questo approccio che oggi ritrova all’interno di Unsic.
“La stessa attenzione umana e sociale che avevo visto nell’INPS l’ho ritrovata in Unsic.”
Secondo lui, il vero punto di forza dell’organizzazione è la vicinanza alle persone, un elemento che fa la differenza soprattutto in un’epoca in cui molti cittadini si sentono distanti dalle istituzioni tradizionali.
Unsic Piemonte cresce: 45 sedi e nuovi territori
Nel corso dell’intervista Firera fotografa anche la crescita di Unsic in Piemonte. Attualmente la rete conta circa 45 uffici distribuiti sul territorio, con una presenza particolarmente forte a Torino e nella provincia di Cuneo.
L’obiettivo è continuare ad espandersi, soprattutto nelle aree ancora meno presidiate come Novara e Vercelli.
“Il nostro core business si chiama cittadino.”
Per Firera, chi vuole aprire una sede Unsic deve possedere soprattutto qualità umane:
“Bisogna avere apertura verso la gente.”
Una filosofia che punta non soltanto all’erogazione dei servizi, ma alla costruzione di relazioni di fiducia.
Il rapporto con Albania e Balcani
Un altro capitolo importante della vita di Firera riguarda i Balcani. È stato infatti console onorario dell’Albania in Piemonte e continua oggi a lavorare per rafforzare i rapporti culturali e istituzionali con Albania e Kosovo.
“L’Albania è un grande Paese. Io la considero quasi un’altra regione italiana.”
Firera racconta di aver vissuto da vicino il percorso di integrazione della comunità albanese in Italia, sottolineando quanto sia importante guardare all’immigrazione non come a un problema ma come a una risorsa.
“Noi italiani siamo stati emigranti. Questa esperienza non possiamo dimenticarla.”
Secondo lui, anche Unsic può giocare un ruolo importante nell’accompagnamento sociale e lavorativo delle nuove comunità straniere.
I giovani, la fuga dei cervelli e il coraggio di rischiare
Uno dei temi centrali affrontati nell’intervista riguarda i giovani italiani e la fuga dei cervelli.
Firera denuncia il fatto che molti ragazzi formati nelle università italiane siano costretti ad andare all’estero per trovare opportunità adeguate.
“Dobbiamo creare le condizioni di lavoro e sviluppo per i nostri giovani.”
Ma allo stesso tempo invita le nuove generazioni ad avere più coraggio, spirito di iniziativa e capacità di mettersi in gioco.
“Non possiamo sostituirci ai nostri figli. Devono trovare la loro strada.”
Una riflessione che si lega anche al tema dell’imprenditoria italiana e della necessità di preservare il tessuto produttivo nazionale senza svendere le eccellenze costruite negli anni.
“Il bello ci salverà”
Nel finale dell’intervista emerge una visione profondamente culturale dell’Italia. Firera cita Vittorio Sgarbi e la sua celebre frase: “Il bello ci salverà”.
Per lui, la forza dell’Italia risiede proprio nella sua identità, nella cultura, nella bellezza e nella capacità di creare relazioni umane autentiche.
“Noi siamo italiani. La nostra forza è questa.”
Ed è proprio in questa idea che Firera riconosce pienamente il progetto Unsic:
“Unsic interpreta il mio pensiero.”
Un messaggio che chiude l’intervista con una visione chiara: costruire futuro significa ripartire dalle persone, dai territori e dalla capacità di fare rete mantenendo viva l’identità italiana.










