“Mentre Milano parla di industria, Roma custodisce la vera anima dell’Alta Sartoria. E l’Alta Moda non deve essere immettibile: si può andare al supermercato anche in paillettes.” Con questa carica di autenticità e trasgressione, il brand Mimì et Mamà conquista la scena dell’International Fashion Week a Bagheria.
In una conversazione coinvolgente condotta da Piero Muscari, Rebecca (Mimì), la madre (Mamà) e il loro premier siciliano Vincenzo spiegano come un’impresa familiare possa trasformarsi in un laboratorio continuo di innovazione stilistica.
Un passaggio generazionale “nativo” e complementare
Nato come sogno creativo fin dai tempi della gravidanza, il brand incarna un esempio riuscito di alchimia tra generazioni:
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La creazione e la visione: Mamà apporta il rigore della struttura sartoriale e il senso della misura.
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La comunicazione e l’audacia: Rebecca porta uno sguardo fresco, comunicativo ed estremo, capace di tradurre le collezioni per il pubblico contemporaneo.
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L’anima barocca: Vincenzo, il premier di origine siciliana, fonde la rigida costruzione romana con le volumetrie e le opulenze tipiche della tradizione dell’isola.
Contro la Fast Fashion: l’Alta Moda per tutti i giorni
L’archivio portato in passerella a Bagheria si distingue per strutture architettoniche, giochi in bianco e nero, volumi audaci e pizzi iconici. In un momento di reset per il mercato globale del fashion e di pressione da parte della Fast Fashion, Mimì et Mamà rilanciano il valore dell’artigianato reale e la riconquista degli spazi iconici della bellezza italiana (dalle scalinate ai palazzi storici).
“Spesso ci dicono che l’alta moda fa cose bellissime ma immettibili,” riflette Rebecca durante l’intervista. “Noi vogliamo sdoganare questo concetto: la moda è rappresentazione e deve dare la libertà di essere trasgressivi e unici nella vita di tutti i giorni.”
Guarda l’intervista integrale per scoprire le collezioni e lo stile del brand Mimì et Mamà.





















