“A 76 anni ho ancora la stessa emozione di quando, da ragazzo, ritagliavo le foto delle principesse dai giornali.” La storia di Addy van den Krommenacker, ospite d’onore all’International Fashion Week a Bagheria, è una parabola di determinazione, umiltà e viscerale passione per l’Alta Moda.
In una conversazione ricca di calore ed empatia con Piero Muscari, il celebre couturier olandese – insignito del titolo di Cavaliere per i suoi meriti artistici – racchiude il senso di una vita dedicata all’eleganza.
La gavetta e la scoperta dell’Italia
Iscrittosi al lavoro sul campo contro il parere iniziale della famiglia, Van den Krommenacker ha iniziato la sua carriera dal gradino più basso: lavorando come commesso e buyer in un boutique. Un’esperienza fondamentale per comprendere i gusti delle persone e respirare la moda prima di crearla.
L’approdo a Milano e l’acquisto delle prime collezioni firmate Versace, Valentino e Dolce & Gabbana segnano una svolta indelebile: la scoperta della Sicilia e del Made in Italy trasforma il giovane creativo olandese in un “italiano adozionale”, traendo continua ispirazione dai grandi maestri della penisola.
Dalle sfilate di Roma al guardaroba reale
La consacrazione internazionale arriva nel 2007 alla Fashion Week di Roma, nello stesso contesto dell’addio alle passerelle di Valentino. Quel momento proietta lo stilista sui media di tutto il mondo, sulle pagine di Vogue e sul set di America’s Next Top Model.
Da lì in poi si spalancano le porte dei palazzi reali: Van den Krommenacker firma gli abiti per l’incoronazione del Re d’Olanda nel 2013 e realizza l’iconico abito da sposa di Carolina di Borbone-Parma, utilizzando uno storico pizzo appartenuto alla principessa Irene.
Una lezione di vita senza età
A 76 anni portati con straordinario entusiasmo, lo stilista dimostra che i sogni più grandi possono realizzarsi anche dopo i 50 anni e che l’età non rappresenta mai un limite per la creatività: “Ogni anno ringrazio per la bellezza di questo mestiere. La vita va vissuta con passione in ogni momento.”
Guarda l’intervista integrale per ascoltare la testimonianza e la storia di Addy van den Krommenacker.





















