Il Presidente del Patronato ENASC traccia la rotta dell’assistenza sociale in Italia: digitalizzazione, capillarità territoriale e tutela dei diritti previdenziali.
In un contesto normativo e previdenziale in continuo mutamento, l’accesso ai diritti sociali ed economici rappresenta spesso un percorso complesso per il cittadino. Nell’intervista rilasciata ai microfoni di UNSIC TV, Salvatore Mamone, Presidente Nazionale del Patronato ENASC, ha ridefinito il ruolo dei corpi intermedi, evidenziando come l’assistenza previdenziale debba evolversi per rispondere alle nuove esigenze di famiglie, lavoratori e pensionati.
Il Patronato come ponte tra cittadini e istituzioni
Il Patronato ENASC, promosso e sostenuto dalla confederazione UNSIC, agisce quotidianamente come un vero e proprio hub di orientamento sociale. Come spiegato da Mamone, la missione dell’ente va ben oltre il semplice disbrigo delle pratiche amministrative: si tratta di una consulenza strategica sulla vita lavorativa e previdenziale delle persone.
Di fronte alla progressiva digitalizzazione dei servizi dell’INPS e dell’INAIL, molti cittadini – in particolare i pensionati o le fasce più fragili della popolazione – rischiano l’esclusione. In questo scenario, gli sportelli ENASC sul territorio offrono quel supporto umano e tecnico necessario per garantire l’equità sociale.
Le principali aree di intervento evidenziate dal Presidente includono:
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Consulenza pensionistica mirata: Verifica della posizione assicurativa, estratto conto contributivo e calcolo delle opzioni di uscita.
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Sostegno al reddito e ammortizzatori sociali: Gestione tempestiva di domande di disoccupazione (NASpI), bonus e misure di inclusione sociale.
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Tutela della salute e della disabilità: Assistenza legale e medico-legale per il riconoscimento di invalidità civili, infortuni sul lavoro e malattie professionali.
Una rete integrata per sfidare la complessità
Un elemento chiave del successo operativo dell’ENASC è la sua stretta sinergia con la struttura dell’UNSIC. Questa integrazione permette di offrire una risposta globale: laddove il CAF gestisce l’aspetto fiscale e la dichiarazione dei redditi, il Patronato interviene sulla tutela previdenziale e sui diritti legati alla persona.
Secondo Salvatore Mamone, “alzare l’asticella” del servizio significa proprio questo: formare operatori capaci di intercettare ogni bisogno del cittadino, trasformando la capillarità degli uffici periferici in un presidio di legalità, informazione e giustizia sociale.
Trovi l’intervista video completa a inizio articolo per approfondire le linee guida e le prospettive future della tutela previdenziale in Italia.
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