L’intervento di Leonardo Mamone al recente Congresso Nazionale UNSIC ha tracciato una linea netta tra il passato produttivo e un futuro che non può più prescindere dalla sostenibilità. Un discorso che non parla solo alle imprese, ma interroga la coscienza collettiva di una generazione chiamata a invertire il declino del pianeta.
Un bivio storico: invertire la rotta o rassegnarsi al declino
Siamo di fronte a un bivio che decreterà non solo il destino dell’umanità, ma anche la reputazione che le future generazioni avranno di noi. Mamone ha ricordato con forza che la crisi ambientale non è più un concetto astratto o lontano, ma una realtà che flagella il mondo intero, dagli sfollati per disastri ambientali ai grandi imprenditori, tutti accomunati dall’abitare lo stesso, vulnerabile, pianeta.
“Possiamo essere la generazione che ha invertito il declino del pianeta o quella che ha avuto l’ultima occasione per poterlo fare, ma non l’ha fatto.”
Inquinamento e salute: il monito della scienza
Il passaggio dall’ambiente all’essere umano è diretto. Citando il rapporto Global Cancer Statistics 2020, Mamone ha evidenziato come l’inquinamento sia diventato una delle cause primarie dell’aumento globale delle patologie croniche e tumorali. L’errore dell’uomo moderno è stato sentirsi “troppo piccolo” per influenzare un ecosistema così grande, un’illusione che oggi stiamo pagando con il prezzo della nostra salute.
Dalla “Laudato si’” alla Giustizia Climatica
Richiamando l’enciclica di Papa Francesco e la visione di San Francesco d’Assisi, l’intervento ha sottolineato l’importanza di ritrovare un’armonia con il creato. Ma la spiritualità deve tradursi in giustizia sociale:
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Equità: Non può esserci progresso senza la riduzione delle disuguaglianze economiche e politiche.
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Diritti: La giustizia climatica implica che nessuna realtà debba essere più sotto ricatto per lo sfruttamento delle risorse.
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Obiettivi ONU: Questi temi sono pilastri dell’Agenda 2030, una sfida che l’UNSIC fa propria nelle sue tesi congressuali.
La transizione ecologica come opportunità di mercato
Uscire dalle logiche produttive ottocentesche non è solo un dovere morale, ma una straordinaria opportunità economica. La transizione verso un’economia verde permette di:
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Creare nuove logiche di mercato e posti di lavoro qualificati.
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Superare i modelli basati sullo sfruttamento di risorse limitate.
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Innovare i processi produttivi per renderli resilienti e moderni.
Conclusione: un appello alle menti lungimiranti
Il discorso si è concluso con un atto di fiducia verso i delegati e gli imprenditori presenti. La speranza della nuova generazione è affidata a chi saprà vedere nella transizione ecologica non un limite, ma il riscatto di un’economia che deve finalmente imparare a rispettare la sua “casa comune”.
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