All’International Fashion Week 2026 di Bagheria, l’incontro con Maurizio Gandolfo: dalla crescita dei vini siciliani ai mercati internazionali, fino al legame tra il “vestito” di una bottiglia e il mondo della moda.
Sostenere un evento come l’International Fashion Week significa andare oltre la dimensione economica di una sponsorizzazione. Significa riconoscersi in un progetto, nel territorio che lo ospita e nei valori che intende rappresentare.
È da qui che prende avvio l’intervista a Maurizio Gandolfo di Cantine Brugnano, sponsor dell’International Fashion Week 2026 di Bagheria.
Per l’azienda siciliana, la vicinanza alla manifestazione nasce da una sensibilità comune: attenzione alla contemporaneità, ricerca dell’unicità e capacità di costruire un’identità riconoscibile.
Vino e moda, due linguaggi dello stile italiano
Il vino, osserva Gandolfo, non vive soltanto di mode, ma è sempre più espressione di uno stile di vita.
Un concetto che avvicina il settore vitivinicolo alla moda e che diventa centrale nella filosofia di Cantine Brugnano.
«Le gambe di questa azienda sono sostanzialmente due», racconta: unicità e contemporaneità.
Unicità non significa necessariamente voler essere i migliori, ma possedere una personalità forte, capace di rendere immediatamente riconoscibile un prodotto. Contemporaneità significa invece comprendere che abitudini, consumi e stili di vita sono cambiati e continuano a cambiare.
È su questo equilibrio che l’azienda sta costruendo il proprio rapporto con il mercato.
Il vino siciliano tra nuove abitudini e nuovi sapori
L’intervista diventa anche un viaggio nella Sicilia del vino e nei suoi possibili abbinamenti con la cucina contemporanea.
Gandolfo cita Ammaru, uno Zibibbo secco il cui nome in dialetto siciliano richiama il gambero, pensato per dialogare con abitudini alimentari molto diverse da quelle del passato.
Sushi, crudi di pesce e nuove esperienze gastronomiche richiedono infatti vini capaci di accompagnare un modo diverso di stare a tavola. Anche questa, per Cantine Brugnano, è contemporaneità: leggere il cambiamento senza perdere la propria identità.
Quando anche una bottiglia indossa il suo abito
È proprio parlando di moda che emerge uno dei passaggi più interessanti dell’intervista.
Anche una bottiglia, in fondo, deve essere “vestita”.
Per Gandolfo, però, il packaging non può essere una scelta puramente estetica. Deve riuscire a rappresentare ciò che il vino e l’azienda sono.
L’esempio è Lunario, la cui immagine viene descritta come un abito sartoriale costruito sulla personalità di Francesco Brugnano: semplicità, minimalismo, essenzialità e, allo stesso tempo, grande eleganza.
«I nostri vini rappresentano noi stessi», sintetizza Gandolfo.
È qui che il dialogo con l’International Fashion Week diventa particolarmente evidente: l’abito e l’etichetta non sono semplicemente involucri, ma strumenti attraverso i quali un’identità prende forma e diventa riconoscibile.
Cantine Brugnano dall’Italia ai mercati internazionali
La crescita dell’azienda guarda anche oltre i confini nazionali.
Cantine Brugnano è presente in 12 Paesi, con una distribuzione che comprende Germania, Olanda, Belgio, Polonia, Romania, Giappone, Stati Uniti, Sud-est asiatico e presenze anche in Cina e Canada.
Gandolfo evita volutamente di parlare di mercati “conquistati”: preferisce l’immagine delle bandierine messe nel mondo, segno di un percorso internazionale ancora in evoluzione.
In Italia, oltre naturalmente alla Sicilia, l’azienda registra una presenza significativa in Campania, Lazio e Lombardia, con particolare attenzione al mercato milanese.
Il lavoro e la sfida delle nuove generazioni
Nel racconto trova spazio anche una questione che riguarda da vicino il futuro del settore: il lavoro.
Secondo Gandolfo, negli ultimi anni è diventato più difficile trovare personale non soltanto per le attività in vigna, tradizionalmente più faticose, ma anche in cantina e negli uffici amministrativi.
Da qui l’auspicio che le nuove generazioni possano riscoprire opportunità professionali e voglia di mettersi in gioco in un comparto che continua ad avere bisogno di competenze e persone motivate.
Il sostegno all’International Fashion Week 2026
Alla fine dell’intervista, Gandolfo restituisce il senso della presenza di Cantine Brugnano all’International Fashion Week.
Il ringraziamento alla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer nasce dalla capacità di lavorare per «tirare fuori il bello» attraverso l’arte, lo stile e l’abbigliamento.
Un mondo nel quale l’azienda si riconosce proprio perché anche il vino, nella sua visione, possiede una personalità da raccontare e una veste attraverso cui presentarsi.
Moda e vino diventano così due modi differenti di esprimere una stessa cultura italiana: trasformare qualità, identità e creatività in uno stile capace di farsi riconoscere anche oltre i confini nazionali.
















